MASTOPLASTICA ADDITIVA

Mastoplastica additiva

L’intervento di mastopastica additiva, parlando di chirurgia a fini esclusivamente estetici, è quello che permette di ottenere un aumento della dimensione del seno naturale (e in parte anche della sua forma) mediante l’inserimento di protesi.

Molte sono le possibilità di scelta dei dispositivi protesici quanto a forma, dimensioni, profili, superficie e contenuto, realizzate dalle aziende produttrici.
Forma: le protesi possono essere tonde o anatomiche. esiste anche un tipo di protesi dalla base rotonda ma caratterizzata da una forma maggiormente bombata per metà protesi circa. Le protesi anatomiche, per via della necessità di conservare la tipica forma definita a goccia, sono fatte con un gel maggiormente coesivo e pertanto sono più dure al tatto. Possono andare incontro ala rotazione del polo superiore nel tempo. Le protesi rotonde sono più morbide e possono garantire a seconda della tipologia del seno un aspetto maggiormente riempitivo del polo superiore specialmente nei casi di svuotamento dovuto a gravidanze e/o ad età e nei seni lievemente ptosici.

Superficie: le protesi possono essere rivestite di un involucro di silicone a superficie liscia o testurizzata, cioè rugosa. le protesi lisce sono più morbide e soprattutto in presenza di una cute sottile si sentono di meno al tatto. Le protesi testurizzate sono invece più dure. Secondo alcuni studi le protesi a superficie testurizzata avrebbero minore percentuale di incapsulamento ma di contro maggiore possibilità di rippling/wrinkling. in realtà la reazione della contrattura capsulare è del tutto aspecifica e dipende esclusivamente dalla reazione dell'organismo alla protesi stessa.

Contenuto: le protesi più comunemente usate sono quelle riempite con gel di silicone, che può essere di diversa consistenza coesiva. anche in caso di eventuale rottura delle protesi quindi il gel non fuoriesce liberamente a tutela della salute della paziente. Esistono protesi riempite di soluzione salina, utilizzate prevalentemente in America, ma che presentano il grande inconveniente della deflazione.

Dimensioni e profili: le protesi possono essere misurate in grammi o in cc. a parità di cc o di grammi le protesi possono avere profili diversi a seconda della base del diametro o delle diagonali in caso di protesi anatomiche.

A seconda della situazione di partenza viene scelto il tipo di protesi più indicato per forma e dimensione. cosa questa che viene stabilita in sede di visita preoperatoria.

L' intervento viene eseguito, con anestesia assistita anche locale, mediante una incisione di circa 4,5 centimetri e ciò ovviamente per consentire l'ingresso della protesi. L'incisione può essere fatta in sede periareolare o sotto il solco mammario o infine con taglio ascellare.
Le protesi possono essere posizionate in sede retroghiandolare, ovvero in sede sottomuscolare (sotto il muscolo grande pettorale). in alcuni casi viene prescelto un posizionamento parzialmente sottomuscolare, nel polo superiore, parzialmente retroghiandolare nel poso inferiore (dual plane).
Il tipo di posizionamento dipende dalla situazione di partenza del seno nonché dal tipo di tessuti e quantità di ghiandola.
L' intervento non presenta eccessivo sconforto, né intraoperatoriamente né nel postoperatorio, soprattutto laddove eseguito in anestesia locale evitando anche ulteriori drenaggi.

Complicanze:

dopo l'intervento il paziente verrà fasciato con bendaggio elastico e può essere dimesso in giornata; dopo la prima settimana verranno rimossi alcuni punti sutura ed indossato un reggiseno di tipo sportivo; il resto dei punti verrà rimosso dopo 10 giorni.
Una vita normale, compreso svolgimento di attività sportiva, potrà essere ripresa in terza settimana.

Per un approfondimento a scopo divulgativo consigliamo di leggere il saggio del Dr. D'Antonio: Mastoplastica Additiva

 

 

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